Progettazione o ispirazione: cosa serve per scrivere?

Foglio di block notes con scritta Progettazione o ispirazione: questo è il dilemma
Anche la scrittura può essere un argomento divisivo: per i cosiddetti 'plotter' è frutto di progettazione; per i 'pantser' è guidata, invece, dall'ispirazione. E se esistesse anche una terza via?
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Essere allodola o gufo”, “Far parte del team autunno o del team estate”, “Indossare il cappello di Grifondoro o Serpeverde. Ci sono alcuni temi che dividono le persone: chi sta da una parte, chi sta dall’altra, senza possibilità di compromesso. Succede così anche per la scrittura. Che cosa serve per scrivere un testo? Da una parte c’è ritiene indispensabile la progettazione, dall’altra chi si affida esclusivamente all’ispirazione. 

Progettazione o ispirazione, quindi. Ma le cose stanno davvero così? L’una esclude l’altra? O la scrittura può compiere la magia di unire due opinioni opposte?

Plotter vs pantser

Tra chi scrive solitamente si possono individuare due modalità completamente diverse: da una parte chi dà vita al proprio testo pianificando ogni minimo dettaglio, dall’altra chi lo porta alla luce lasciandosi trasportare dal flusso creativo. Mentre per i primi, naturalmente, la progettazione del proprio scritto è indispensabile, per gli altri è fondamentale seguire l’ispirazione.

Gli americani per definire questi due approcci opposti alla scrittura parlano, rispettivamente, di “plotter” e di “pantser”. I plotter progettano, pianificano, stabiliscono; i pantser si affidano alla scintilla creativa, si lasciano sorprendere, si fanno prendere dal flusso.

Scrivere da plotter

Originariamente il verbo inglese “to plot” si riferiva all’organizzazione di un piano segreto contro qualcuno (da cui la parola ‘complot’). Questo velo di segretezza e mistero è rimasto anche nel significato del sostantivo “plot” con cui si indica la trama di una storia. In narratologia la trama è l’insieme degli eventi più importanti di una storia, cioè la struttura (proprio come un tessuto è composto dai fili orizzontali della trama e da quelli verticali dell’ordito).

Identikit di chi scrive da plotter:

  • Prima progetta la trama e poi scrive il testo
  • Segue alla lettera la struttura che ha progettato
  • Sa come iniziare, sviluppare e concludere la storia
  • Scrive dandosi obiettivi di tempo o quantità

 

L’approccio da plotter è come quello di chi esplora una nuova località pianificando minuziosamente il proprio itinerario, suddividendolo in tappe e stabilendo giorno per giorno cosa fare e cosa vedere.

Scrivere da pantser

Fly by the seat of your pants”. Sembra che la parola “pantser” derivi da questa espressione inglese che in italiano potremmo rendere con “fare qualcosa a lume di naso”. 

La storia dietro questo modo di dire è curiosa. All’epoca dei primi voli aerei, a inizio Novecento, i piloti non potevano contare su alcuna strumentazione per manovrare gli apparecchi ma si facevano guidare dalle sensazioni che percepivano sul loro corpo… In particolare, da quella parte del corpo a contatto con l’aereo e coperta dai pantaloni, appunto!

Identikit di chi scrive da pantser:

  • Scrive senza trama ma seguendo l’ispirazione
  • Non segue una struttura predefinita
  • Sa come iniziare ma non sa come evolverà il testo
  • Scrive senza darsi obiettivi di tempo o quantità

 

Per tornare all’esempio di prima, il pantser è chi visita una nuova meta senza seguire guide o mappe, cambiando itinerario all’improvviso e affidandosi alla buona sorte per trovare mezzi di trasporto o luoghi in cui alloggiare.

Progettazione e ispirazione: che cosa è meglio?

Ma tra chi scrive pianificando (plotter) e chi improvvisando (pantser) chi ha ragione? Tra progettazione e ispirazione che cosa è davvero indispensabile per scrivere un testo? In realtà seguire solo l’una o l’altra può essere controproducente e con entrambi gli approcci può capitare di avere il blocco dello scrittore

Per uscirne può essere utile indossare i panni dell’altro (o il cappello, visto che prima parlavamo di Harry Potter!) e adottare un metodo di scrittura opposto a quello che si utilizza di solito.

Per chi scrive da plantser è importante progettare il testo in maniera flessibile e, al tempo stesso, non essere del tutto in balia della propria ispirazione

Foto: Foto cottonbro studio

Fogli di carta con appunti scritti

Consigli di scrittura per plotter

Per superare un blocco, chi scrive da plotter potrebbe:

  • Trovare un rituale creativo
  • Sperimentare tecniche mai utilizzate
  • Lavorare accanto a una persona creativa
  • Darsi il permesso di lasciarsi andare
  • Mettere in conto che il fuori programma può accadere

Consigli di scrittura per pantser

Per superare un blocco, chi scrive da pantser potrebbe:

  • Provare una progettazione del testo “morbida”
  • Fare brainstorming per farsi venire diverse idee
  • Dosare il proprio entusiasmo dall’inizio alla fine 
  • Fermarsi a riflettere sulla propria ispirazione prima di seguirla
  • Accettare che seguire una struttura non vuol dire minore libertà

La via d'uscita: scrivere da plantser

Oppure, plotter e pantser possono seguire una terza via. 

Proprio come, per quanto riguarda il cronotipo, non esistono solo gufi, allodole ma anche il terzo uccello (poveretto, non ha un bel nome). Proprio come c’è anche chi è #teaminverno o #teamprimavera (basta fare una ricerca su Instagram). E proprio come, oltre a Grifondoro e Serpeverde, esiste anche chi si sente Tassorosso o Corvonero, nella scrittura esiste anche un’altra strada. Quella dei plantser, la categoria intermedia

I plantser sono le persone che scrivono senza seguire una progettazione meticolosa e dettagliata del testo ma, al tempo stesso, senza essere completamente in balia della propria ispirazione. Potremmo dire che sono dei pianificatori flessibili o degli improvvisatori metodici.

La scrittura è un mix di progettazione e ispirazione

Quindi, cosa ci vuole a scrivere un testo? Secondo me serve sia un po’ di progettazione che un po’ di ispirazione, prendendo il meglio dell’una e dell’altra. 

La pianificazione può aiutarci ad avere un’idea chiara su quel che vogliamo scrivere, a identificare quale può essere il punto A da cui partire e quale il punto B a cui arrivare.

L’ispirazione può aiutarci a capire che non esiste un unico modo per arrivare da A a B ma che le strade possono essere molte e diverse.

Insomma, un modo di “viaggiare” nella scrittura, in cui si sceglie una meta, si prenota dove trascorrere la prima e l’ultima notte e, in mezzo, si assapora la bellezza di ogni giorno.

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