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Questo è il blog di Mille Lemmi, uno spazio in cui si parla di comunicazione, linguaggio e creatività, ma anche del bello che ci circonda e che merita di essere raccontato.

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Questo è il blog di Mille Lemmi, uno spazio in cui si parla di comunicazione, linguaggio e creatività, ma anche del bello che ci circonda e che merita di essere raccontato.

Foglio di carta bianco con scritte cancellate da righe verdi. L'unica che si legge dice: "Una questione di identità verbale"

Una questione di identità verbale

Un brand può avere una crisi d’identità come quella che vive il protagonista del romanzo di Pirandello “Uno, nessuno e centomila”? Sì, se gli elementi che lo definiscono, come l’identità verbale e visiva, non seguono la stessa direzione ma vanno in ordine sparso.

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Sessismo linguistico. Foglio di carta con buco rotondo da cui emerge la scritta "L'italiano è una lingua sessista".

Il sessismo linguistico e gli stereotipi di genere

“Il, lo, la, i, gli, le”. Anche quando alle elementari ci insegnano gli articoli chissà perché quelli maschili vengono sempre prima… Sembra una cosa da nulla ma anche piccole cose così sono spie di quello che viene definito “sessismo linguistico”. Che anche da piccole cose così si può iniziare a combattere.

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La lingua di plastica, l’inquinamento della comunicazione

Siamo così abituati a sentire certe frasi che quasi non ci facciamo più caso. Sono la cosiddetta lingua di plastica, vuota, ripetitiva, stereotipata. Che quando va bene, rende la nostra comunicazione invisibile, quando va male la rende poco piacevole. Proprio come quando si trovano rifiuti di plastica sulla spiaggia.

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Foglio di carta con diverse scritte in verde, cancellate da una riga. L'unica che si legge dice: Come si sceglie il nome di un brand?

Come scegliere il nome di un brand

Scegliere un nome per un brand può assomigliare a una storia a bivi. Per arrivare a quello giusto, occorre procedere attraverso domande, decisioni, rinunce. Fino ad arrivare a quello di cui siamo pienamente soddisfatti. Proprio come Humpty Dumpty.

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Foglio di libro con righe gialle che cancellano il testo e che lasciano visibile soltanto la scritta: allenamento di oggi: scrittura!

Come allenarsi a scrivere?

Scrivere con regolarità è una questione di allenamento. Ma anche per esercitarsi con la scrittura occorre trovare la “ginnastica” giusta per sé. Ecco allora alcuni modi per vincere il blocco dello scrittore e iniziare ad allenarsi.

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La gestualità italiana è un linguaggio?

La lingua italiana non è fatta soltanto di parole ma anche di gesti. L’ha capito già sessant’anni fa Bruno Munari, raccogliendoli in un curioso supplemento al dizionario italiano. E oggi i gesti degli italiani sono protagonisti di studi, articoli, video e tutorial. Ma anche noi faremmo bene a stare attenti a studiare i gesti “altrui”: ad esempio evitando di fare il simbolo dell’OK a un russo se non vogliamo che ci risponda “Ti spiezzo in due”.

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Il fonosimbolismo, il significativo suono delle parole

“Non si tratta solo di parole, è musica”. Lo scrittore Gary Provost parlava così della scrittura. E non aveva torto: le parole hanno un suono e il loro suono è carico di significato. Il fonosimbolismo è la disciplina che si occupa proprio di questo e nel processo di brand naming, il suono è una caratteristica importante per trovare il nome giusto. Come insegna il gusto di un gelato.

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Pagina di libro con frasi cancellate e la scritta "Le emoji ci aiutano a scrivere? Non solo".

Il piccolo grande significato delle emoji

Piccole, divertenti, colorate e indispensabili. Nella comunicazione digitale, le emoji non danno soltanto “colore” ai nostri messaggi, ma ci aiutano a esprimere i nostri sentimenti, a chiarire il tono di quel che scriviamo e a rappresentare la nostra identità, favorendo l’inclusività e il progresso di questioni culturali e sociali. A patto di usarle tenendo conto delle giuste coordinate geografiche.

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